“E la Stella indicò la via”, dodici quadri sulla Natività
“E la Stella indicò la via”, dodici quadri sulla Natività
Di Rita Felerico
Con
l'Epifania il viaggio non finisce ma inizia; la rivelazione, la manifestazione
del divino incarnato nel Bambino al quale i Magi rendono omaggio è insieme
rivelazione del nostro sé più nascosto, del desiderio umano di amore e
condivisione che muta l'ottica e la visione dei fatti che accadono e che
possono accadere, è la promessa di una reale scelta di azione in grado di
renderci più responsabili e liberi all’interno della nostra esistenza.
Riproporre
all'attenzione dei lettori questa esperienza, così come indicato dalle parole
di Angela, proprio in questo giorno di Epifania è così incitazione e proposito affinché
non si perda di vista la scia di luce che la stella cometa ci indica, cogliendo
con sentimento di umanità l’abbraccio fra oriente e occidente, fra tutti i
popoli del mondo, tutte le religioni per immaginare e realizzare un mondo
migliore e di pace.
Buon
anno.
Di seguito l’articolo pubblicato sul portale d’informazione dei Campi Flegrei al link: "E la Stella indicò la via", dodici quadri sulla Natività - Campi Flegrei News
“E la
Stella indicò la via”, dodici quadri sulla Natività
(CFN) POZZUOLI – Si è
tenuta nei giorni scorsi l’ottava edizione di un Presepe vivente che ha visto
come protagoniste le ospiti della Casa Circondariale di Pozzuoli.
“E la Stella indicò la
via”, questo il titolo della drammaturgia, è il punto di incontro tra Oriente
ed Occidente, mondi lontani, ma che nel nostro presepe sono vicini più che mai.
La capanna di Betlemme convive con le locande dei bassi napoletani, i villaggi
della Palestina con le botteghe di piazza Mercato, la taranta con la danza del
ventre, le tammorre e le castagnette con il tintinnio delle pietre preziose dei
copricapo arabi. Il Monaciello e Pulcinella si confondono tra il corteo dei Re
Magi, veggenti e venditrici d’oro, castagnare e capere, lavandare e astrologi
sapienti. Nenie africane e ninna nanne della nonna, Mozart in chiave araba, il
rock di P. Gabriel e le note del piano jazz di R. Marcotulli. E poi la voce di
Eduardo che irrompe all’improvviso a salvare l’Innocenza e la Bellezza, gli
antichi segreti del presepe di Luca Cupiello. Contaminazioni che avvicinano. E
conducono sulla strada illuminata dalla Stella, la via rivelata che porta alla
salvezza. Ѐ una Notte di prodigi e anche Benino, il giovane pastore
addormentato, si sveglierà, supererà la soglia del dubbio e si metterà in
viaggio. Ѐ l’umanità tutta che si incammina all’alba di un giorno nuovo.
Il 13 dicembre 2023 le luci
del Presepe Vivente si sono accese (un grazie a chi ha dato un supporto tecnico
interno R. Taurino, E. Illiano, A. Morrone; al Comandante di PP, Ispettori,
Capoposto, Agenti di PP per disponibilità ed adesione), nel Teatro dell’Istituto,
per le compagne detenute e subito dopo per i familiari delle 41 protagoniste.
Una serata intensa. Il Direttore della CCF dott.ssa Palma e la Dirigente Area
Trattamentale dott.ssa Intilla hanno fatto loro un dono di Natale. Il teatro si
è riempito di sorrisi, di abbracci, di lacrime. Basta poco per farsi amare. Le
ragazze raggianti non la finivano di ringraziare. Alcuni hanno portato anche
neonati che nonne o zie recluse non avevano mai conosciuto. Un vero presepe. Un
percorso di riconciliazione e di pace interiore per ognuna di loro. Io ho
assistito da lontano, dal palco, a questo ‘evento’, ammutolita, zittita dalla
malinconia e dalla gioia dei loro interminabili abbracci. I bambini non
volevano lasciare le madri, si arrotolavano addosso e le agenti hanno dato un
po’ più di tempo.
Il 14 il mondo dei liberi,
dalle 16,30 alle 18.30 in tre repliche, ha varcato il portone del carcere.
Rappresentanti delle Istituzioni locali, l’Assessore all’Istruzione Festa, alle
Politiche sociali Riccobene, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di
Napoli Mirra, il magistrato di Sorveglianza Eboli, il Garante dei Diritti dei
detenuti Ciambriello, esponenti della Polizia Penitenziaria e tanti che hanno
voluto condividere questo viaggio a spirale che le nostre allieve, cristiane,
cattoliche, musulmane, ortodosse, atee, evangeliche, hanno scelto di
intraprendere per dare nuovo senso ad un evento che le vede lontano da casa,
dagli affetti più cari, dai figli.
Una di loro, Lorella, alla
fine della rappresentazione, mi ha sussurrato che grazie a questo progetto
teatrale ha scoperto il valore della parola Natale, che anche da dentro ora
vorrà onorare. Prodigi del Teatro civile. Meraviglie dell’impegno della scuola
degli adulti. E contro questa aria irrespirabile di guerre, delitti, stragi,
che subiamo ogni giorno, accogliamo la suggestione benefica di una Luce nova
che parlarria d’ammore … e che sarà per le donne recluse annuncio gioioso di
speranza.
Come Benino, ora, proviamo a dare senso al nostro sonno e significato al nostro
risveglio, al di là della religiosità di ciascuno. Un invito per atei e
credenti ad intravedere ed inseguire la Stella che indica la via da percorrere
per rimettersi in cammino o cambiare rotta. Una luce. Anche piccola o appena
intravista. Lontano…e che il vento taccia davvero e un po’ di pace in più. Oggi
più che mai. (CFN – Angela Cicala)




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